Altrettanto importante, se pure per motivi diversi, è il “Free For(m) Rimbaud” di un ensemble acustronico che vede coinvolto, nelle sue fila, anche lo stesso fhievel. È importante innanzi tutto perché realizza l’incontro, sulla carta piuttosto improbabile, fra due scuole diverse quali sono quella elettro-elettronica e quella di origine improvvisativo-jazzistica. Ed è importante perché in mezzo a due coppie consolidate, quali sono quelle Bergero-Sigurtà e Laforgia-Mariani, si inserisce un terzo incomodo come Punck che, se non mi sbaglio e almeno discograficamente parlando, supera per la prima volta lo scoglio della situazione collettiva. Si obietterà che il musicista ravennate ha dalla sua una pratica concertistica, e magari pure improvvisativa, ormai consolidata, ma è indubbio che stare da soli o in compagnia su un palco sono due cose affatto diverse. E “Free For(m) Rimbaud” è proprio questo: la manifestazione dell’’accidente’ collettivo e il conseguente piacere di suonare assieme; e se per i due musicisti pugliesi si tratta di pane quotidiano, certo che sì, altrettanto non può essere affermato per quanto riguarda i tre manipolatori elettroacustici. Improvvisazione allora, o quanto meno improvvisazione strutturata, e quanto viene perso in ‘eleganza’ è recuperato in feeling, ritmo, libertà, joy de vivre… . Il disco, registrato dal vivo a “Blog On Rimbaud”, è quindi un lavoro molto ‘fisico’, a partire dall’incalzante ritmo iniziale, e ben miscela i quattro elementi elettro-acustico-elettronico-improvvisativo. Il contrabbasso elettrico di Laforgia tiene banco e cuce insieme un patchwork di ritagli dai contorni indefiniti. La tromba di Mariani, pochi tocchi ma giusti, colora il tutto di un’aura davisiana, ma questo s’era già detto… (che sia proprio ‘brodo di cagne’ non ci giurerei, ma il sapore mi sembra quello… ed è un vero peccato che al giorno d’oggi sia molto più difficile stupire il mondo!!!?). Gli altri tre forniscono suoni trovati, risonanze, loop, nastri… e la miscela per ‘una notte sul monte calvo’ è infine pronta a gorgogliare nella caldera della creazione. Stregoni si può anche diventare, oltre che nascere, e “Free For(m) Rimbaud” è un chiaro sintomo di come sia in atto una crescita collettiva, oltre che una crescita individuale. I fiori del male sono nati e stanno crescendo.