Il decano della ricerca ambient-industrial Maurizio Bianchi funge da ispiratore al terzo capitolo di una quadrilogia dedicata agli spazi "tra gli elementi", avviata lo scorso anno coi CD "Nefelodhis" (MB con il gruppo Sparkle in Grey) ed "Erimos" (MB con Hue e Fhievel), mentre a coprodurre l'opera e spartire il lavoro nelle sette tracce sono alcune giovani leve della nostra scena sperimental-digitale: Ics, Hue, Logoplasm, Fabio Selvafiorita, Aal, Punck, Fhievel, Luca Sigurtà, Andrea Marutti, tutti impegnati sotto la sigla Meerkat a distillare affilati drones, glitch e microsuoni (come il crepitio del fuoco da cui il fumo, "kapnos" in greco, fotografato in copertina). Una sorta di "supergruppo" che si mantiene peṛ entro le sobrie direttive dei precedenti capitoli della serie, forgiando in una suite coerente e unitaria movimenti che tendono verso un suono non consolatorio o vanamento criptico, benś di spirituale e condivisa purezza.(7)