| La produzione di fhievel si ridisegna e contestualizza in nuovi spazi con questo bel lavoro dal titolo "Le baptême de la solitude". In opposizione alla struttura implosa di lavori come "Vetri di carta", la narrazione è concatenata in questo caso da una imprevedibile fluttuazione costante, che non si ripete mai simile a se stessa, e che muta i solidi drones manipolati in trame via via sempre più imprevedibili. Un' esplosione controllata e apparentemente più ordinata che non in passato. I suoni cristallini, da sempre trademark della produzione di fhievel, sono caratterizzati oltre che dalla solita affilatezza anche da una rotondità più consistente, in grado di donare maggiore solidità e profondità alle frequenze. La complessa architettura dell'opera non è così evidente durante i primi ascolti: per penetrare la densa materia sonora, è necessario sguinzagliare una cognizione, che per questo tipo di suoni, chiede molta presenza all'ascoltatore. Sorta di racconto onirico, "Le baptême de la solitude" si presenta come un immaginifico diario di viaggio, teso e vibrante, disegnato secondo le impercettibili oscillazioni dello spirito. |