| Premetto che questo CD-R è un lavoro sicuramente più "difficile" dei precedenti. La "forma"della musica in questo caso E' infatti molto meno "ad impatto", e chi nei precedenti lavori si è fatto affascinare esclusivamente da alcuni elementi quali l'ampia dinamica, i suoni di basso caldi e profondi, le elegantissime sequenze ritmiche, potrebbe rimanere disorientato dall'ascolto di questo nuovo lavoro. Aggiungo subito che Fhievel ha finalmente realizzato un CD-R di durata "normale", quattro tracce per un totale di circa 48 minuti, elemento che aggiunge in partenza valore all'opera, dimostrando di essere in grado di sviluppare ed elaborare le sue idee in modo molto più ampio, e distaccandosi dal concetto del "Mini-CD", concetto che il più delle volte (ma con le dovute eccezioni...) cela dietro di sà una certa difficoltà nell'affrontare prove più "impegnative", e adottato per lo più da autori che stiano ancora alla ricerca di una direzione precisa, di una propria definitiva identitá musicale, e, se vogliamo, anche di un certo grado di maturitá artistica, di una propria consapevolezza. " Vetri di Carta" può essere definito come un lavoro costruito prevalentemente con "microsuoni", e ciò generando e "assemblando" frammenti sonori elettronici di breve e brevissima durata, per lo più suoni acuti e a volte un po' striduli, su frequenze alte e medio alte. Immaginate di dover colorare un foglio di carta con dei pennarelli, ma che per scelta, invece di disegnare dei tratti e riempire degli spazi vuoti muovendo la punta del pennarello sulla superficie del foglio, decideste di disegnare una serie infinita di piccoli punti ravvicinati, usando prevalentemente pennarelli di simile tonalitá di colore... Qualcosa di analogo alla tecnica di pittura adottata da millenni dai nativi australiani... I primi punti saranno piuttosto distanti tra loro, userete colori chiari, e cambierete raramente il colore del pennarello, e l'immagine iniziale risulterá piuttosto indefinita e astratta, ancora in cerca di forma: questo è ciò che si percepisce ascoltando il primo brano del CD, circa tredici minuti di "microsuoni" ancora in posizione apparentemente "sparsa"... Poi piano piano, aggiungendo nuovi punti, che si faranno sempre piö ravvicinati, andrete a riempire tutti gli spazi bianchi del foglio... Cambierete spesso colore del pennarello, e agli iniziali colori chiari si sostituiranno a tratti colori più scuri e intensi che daranno profonditá all'immagine e aiuteranno a definire i contorni e le forme della stessa... Questo è ciò che accade nel secondo e nel terzo brano del CD-R, ed è proprio nella terza parte che il plasma sonoro raggiunge la sua forma più evoluta, la sua dimensione migliore, le sembianze più chiare, riconoscibili e definite... In questa fase Fhievel è comunque abile nel costruire rapidamente, in pochi secondi, paesaggi e atmosfere che il piö delle volte, in modo altrettanto rapido, si dissolveranno nel nulla negli istanti immediatamente successivi. Tale soluzione può a tratti lasciare un po' disorientati, soprattutto quando l'atmosfera appena disegnata stava cominciando a toccare "nel vivo" le nostre emozioni: ma questa è una caratteristica che ha sempre fatto parte della musica di Fhievel, e che, a seconda dei punti di vista, può essere considerata il suo maggior pregio o un suo limite... Nella quarta parte i suoni si fanno di nuovo più rarefatti, come se l'autore stesse cercando di far emergere di nuovo il colore bianco del foglio, come se in qualche modo si stia cercando di cancellare parte di ciò che si è disegnato, per ritrovare un contatto con la situazione originale... "Vetri di Carta" è un album che, seppure a tratti può apparire un po' "scarno", in realtà abilmente sviluppato e finemente elaborato. Mi sarebbe piaciuto poter ritrovare, almeno da qualche parte, nei 48 minuti di durata del CD-R, alcuni elementi che avevo particolarmente apprezzato nei lavori precedenti e cui ho già fatto cenno: l'ampia dinamica, i suoni di basso caldi e profondi, le discrete e curate sequenze ritmiche... Nell'insieme comunque si tratta di un CD-R di sicuro fascino e di grande interesse... La "barriera" della breve durata è stata finalmente abbattuta, e se nel prossimo lavoro Fhievel riuscirà ad integrare in un contesto musicale analogo anche quegli elementi sopra indicati dei quali ho sentito un po' la mancanza, potremo con certezza consacrare Fhievel come uno degli autori più interessanti e innovativi nel panorama della nuova musica elettronica italiana... |